Giacomo Nilandi Sindaco

Lotta alle disuguaglianze, diritto all’abitare e nuove politiche di welfare

Giovani coppie. Mogliano deve diventare un posto dove si possa accedere facilmente a tutto quello che serve per formare una famiglia.

1. ASILI NIDO
L’asilo nido costituisce uno strumento di primaria importanza che risponde a due esigenze fondamentali:
– favorire il processo di socializzazione del bambino
– garantire ai genitori la possibilità di poter meglio conciliare lavoro e vita. Nell’ambito di tale consapevolezza, riteniamo che tale servizio debba essere pubblico e gratuito.
Ciò premesso consideriamo ragionevole nell’immediato puntare a:
– PIÙ POSTI CONVENZIONATI NEGLI ASILI NIDO IN ENTRATA E IN USCITA E REVISIONE REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE DELLE GRADUATORIE.
Vogliamo arrivare alla fine dei cinque anni di mandato a poter garantire un posto convenzionato a tutti i nuovi nati nel nostro Comune, calcolando le rette in modo progressivo. Vogliamo inoltre mettere mano al regolamento per la formazione delle graduatorie di accesso, aggiornandolo alle caratteristiche e alle esigenze delle famiglie di oggi.
– PROMOZIONE DI MICRO NIDI E NIDI IN FAMIGLIA. La Regione Veneto prevede l’attivazione di micronidi e nidi familiari. È nostra intenzione informare e promuovere questa opportunità per far crescere queste strutture anche nel nostro territorio. Ciò al fine di integrare l’offerta esistente in termini di servizi per le famiglie e creare nuove occasioni di microimprenditorialità.

2. APPARTAMENTI IN DIRITTO DI SUPERFICIE
Per far sì che all’interno del mercato immobiliare vi possano essere più appartamenti con costi accessibili per chi ha un reddito medio basso, sia in termini di acquisto che di affitto, si può utilizzare lo strumento delle aree in diritto di superficie. Il meccanismo è molto semplice: il comune mette a disposizione al costruttore un’area di sua proprietà per costruire un nuovo immobile, questo farà sì che il costruttore sia sgravato dal costo del terreno e che possa a sua volta scaricarlo sul prezzo finale; di volta in volta il costruttore e il comune concordano la quota di alloggi da riservare alla vendita e quella da riservare agli affitti a canone calmierato.

3. AFFITTI A CANONE CONCORDATO
Vogliamo incentivare sempre di più questa forma contrattuale per i contratti di affitto, che prevede un costo calmierato del canone dell’inquilino, a fronte di una serie di vantaggi fiscali importanti per il proprietario che opta per questa soluzione: cedolare secca al 10% o una riduzione importante della base imponibile IRPEF, oltre a una scontistica importante sull’IMU che può essere estesa da comune a comune.

4. FONDO GARANZIA AFFITTI
Per incentivare l’utilizzo del contratto di affitto a canone concordato, vogliamo mettere a disposizione dei proprietari anche un fondo comunale di garanzia per la morosità incolpevole, da integrare a quello di Stato e Regione. Così facendo tuteliamo sia il proprietario che l’inquilino dalla possibilità che quest’ultimo per colpe a lui non imputabili, si ritrovi a non poter più pagare l’affitto: licenziamento, mancato rinnovo del contratto, infortunio o malattia grave ecc….

5. INCENTIVI PER GIOVANI
Qualora non si riuscisse ad utilizzare questa tipologia contrattuale e si dovesse invece optare per altre forme in regime di libero mercato, la nostra intenzione è quella di garantire comunque un contributo comunale agli “under 36” che decidono di andare a vivere insieme in affitto nella nostra città.

6. BONUS SPORT
Vogliamo proseguire e migliorare il bonus sport, introdotto dall’amministrazione Arena e proseguito da quella Bortolato. Il progetto ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare la pratica sportiva giovanile e la propedeutica sportiva dei bambini, mediante contributi a sostegno delle spese sostenute dalle famiglie residenti sul territorio comunale per la pratica delle discipline sportive da parte dei propri figli.

Mogliano città per giovani. Servizi, infrastrutture e opportunità per realizzare i sogni dei nostri ragazzi e accompagnarli all’età adulta.

1. NUOVA BIBLIOTECA COMUNALE – CENTRO CULTURALE
“In un’epoca dominata dalla rete, una biblioteca accogliente riafferma che gli spazi fisici e i rapporti interpersonali sono ancora importanti per la manifestazione del pensiero il confronto, e la difesa della democrazia.” (da A. Agnoli La casa di tutti 2023)

Vorremmo portare a Mogliano l’idea di una biblioteca moderna, che vada oltre il concetto di una mera stanza piena di scaffali con i libri; ci ispiriamo a varie esperienze presenti in Europa ed anche a comuni simili e vicini al nostro come Montebelluna e Spinea.

Un tale spazio pubblico, che potremmo chiamare “Biblioteca-Centro Culturale”, sarebbe protagonista della vita culturale della città; dovrebbe avere spazi polifunzionali, multimediali e modulari, in grado di accogliere tutt*, un luogo di incontro tra generazioni e persone diverse e in grado di far sentire tutt* come a casa e dove è bello incontrarsi.

Tale luogo dovrebbe essere duttile e flessibile per adattarsi alle mutevoli esigenze della popolazione moglianese.

Riteniamo che la progettazione della nuova Biblioteca debba essere frutto di un pensiero partecipato: a tale scopo abbiamo indetto tre assemblee pubbliche su questo progetto. Se saremo al governo della Città, intendiamo proseguire con il coinvolgimento dei cittadini alla progettazione, alla realizzazione e quindi alla gestione della nuova Biblioteca-Centro Culturale. Da quanto emerso in questa struttura dovrebbero esserci spazi articolati e flessibili per rispondere a diversi bisogni: oltre alla biblioteca, una emeroteca, un auditorium, una sala polifunzionale, una sala lettura attrezzata per i bambini, e un punto ristoro.

Andranno innanzitutto continuate e potenziate le attività dell’attuale biblioteca:
● la Biblioteca dei Bambini (da zero a tredici anni, pur essendo oggi relegata in uno spazio esiguo è molto frequentata da genitori e bambini. Andranno progettati spazi e arredi più adeguati, comprensivi di una ludoteca;
● l’esperienza dei gruppi di lettura andrà incoraggiata e potenziata;
● si dovranno prevedere una o più sale studio per studenti, al fine di garantire una costante e numerosa presenza degli stessi presso la struttura, valutando l’ampliamento degli orari di apertura; spazi, arredi, insonorizzazione e il collegamento ad internet dovranno essere adeguati.
● gli abbonamenti a giornali e riviste andranno aggiornati e aumentati. garantendo l’accesso puntuale ai maggiori quotidiani nazionali e locali.

Biblioteca e territorio
Sarà importante lavorare in rete non solo con le biblioteche già collegate come quelle di Treviso ma anche con quelle della provincia di Venezia per organizzare iniziative culturali condivise (per es. iniziative coordinate con la Mostra del Cinema, o con il museo di Quarto d’Altino).

Gli studenti universitari di Mogliano potrebbero presentare le loro tesi di Laurea e si potranno premiare quelle riguardanti il nostro territorio.

Siamo convinti che buone iniziative culturali possano essere un traino per il territorio e costituire anche un’occasione di promozione turistica e una spinta economica positiva per tutta la nostra città.

Per l’integrazione della popolazione proveniente da altri paesi (gli immigrati stranieri sono l’8% della popolazione) la Biblioteca – Centro Culturale potrà essere sede di corsi di lingua e cultura italiana.

Si potranno promuovere corsi di alfabetizzazione e assistenza informatica per anziani, per favorire l’utilizzo di internet ed applicazioni, soprattutto in ambito sanitario: richiesta ricette e prenotazione visite, l’accesso all’anagrafe digitale. I corsi di informatica potrebbero essere tenuti da studenti favorendo incontri positivi tra generazioni.

Un’articolazione territoriale potrebbe prevedere anche:
● Biblioteca diffusa: un progetto a rete in collaborazione con le Frazioni e Quartieri per iniziative e distribuzione libri e gruppi di lettura decentrati
● Armadio di libri presso il Centro Anziani
● “Casetta di libri “presso i Parchi pubblici
● “Book sharing”: scambio di libri usati o doppioni
● Consegna di libri a domicilio tramite volontari (come per le medicine)

Auditorium
Mogliano è un comune ricco di Associazioni e che attualmente sconta una carenza di spazi utilizzabili; come emerso nelle assemblee hanno messo in rilievo il bisogno di un Auditorium, dotato di spazi flessibili, facilmente modulabili e riutilizzabili.

Archivio
Andrà trovata una sistemazione adeguata all’Archivio, per garantire una consultazione da parte dei ricercatori. Probabilmente questa parte potrebbe essere distaccata a una sede diversa da quella della Biblioteca-Centro Culturale.

Ubicazione
Rispetto all’ubicazione, a seguito di alcune valutazioni e considerazioni, siamo convinti che la soluzione migliore sia quella di ampliare e ristrutturare lo stabile esistente. Questa soluzione, oltre a garantire un abbassamento importante dei costi, permetterebbe di valorizzare e connettere la nuova struttura allo spazio verde del parco Caregaro Negrin, recentemente ristrutturato e che a breve vedrà l’apertura del varco di ingresso sul lato di via De Gasperi.

Tutta la struttura e le sue articolazioni dovranno prestare particolare attenzione al tema, spesso dimenticato, delle barriere architettoniche.

La presenza di un bar, in un luogo posto tra l’interno dell’edificio e il parco favorirebbe l’incontro e la socializzazione.

2. CENTRO GIOVANI
Durante il prossimo mandato, con la conclusione dell’”affaire” della società municipalizzata del Comune S.P.L. il comune tornerà ad avere in disponibilità lo spazio del centro giovani al parco delle piscine. Insieme alla biblioteca, riportare quella struttura nelle disponibilità della comunità è uno dei primi obiettivi che intendiamo perseguire e raggiungere. Perché crediamo che dagli spazi, dai servizi e dai progetti che saremo in grado di creare con i ragazzi di oggi, passerà poi l’impegno e il senso civico degli adulti di domani nella nostra comunità. Non è retorica, ma un investimento educativo di lungo periodo che mira a tutelare e a dare nuovo impulso al nostro tessuto sociale e associativo, che vive di persone che in giovane età hanno trovato spazi e buoni maestri. Ora è arrivato il momento di restituire.
Anche in questo caso pensiamo ad uno spazio polifunzionale con bar, aula studio, sale prove e uno spazio dedicato al coworking: il tutto a pochi passi dalla biblioteca e dal liceo, dentro a un parco che pensiamo di attrezzare per dedicarlo ai concerti e agli eventi musicali.
Una piccola cittadella della cultura, dove nel giro di pochi minuti a piedi ci si sposta dalla biblioteca, all’auditorium del centro sociale, al brolo e al broletto, al Cinema Busan al centro giovani e al parco Caregaro Negrin (già villa Longobardi).

3. PROGETTO GIOVANI CON EDUCATORI DI STRADA
L’Educativa di strada è un servizio educativo per ragazzi e ragazze che si svolge direttamente nei loro luoghi di vita e di aggregazione. La particolarità di questo servizio è il metodo di ingaggio utilizzato dagli educatori e dalle educatrici: sono proprio le figure educative che, percorrendo le strade di quartieri e paesi, approcciano i ragazzi e le ragazze in modo attivo. L’obiettivo dell’Educativa di strada è entrare in contatto con gruppi informali di giovani con cui svolgere attività di supporto e accompagnamento. Le figure educative intercettano un problema e lavorano per trasformarlo in risorsa utile a* ragazz*, alle istituzioni e al territorio.
Questo servizio si occupa anche di consulenza su temi e problematiche proprie della fase adolescenziale, di prevenzione di comportamenti a rischio, di informazione e di orientamento verso servizi specialistici, qualora fosse utile.
Le Educative si strada lavorano per stimolare nelle e nei giovani la cittadinanza attiva. Lo fanno anche grazie all’organizzazione di laboratori ed eventi che favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione dei giovani alla vita di comunità.
Il nostro comune ha sviluppato negli ultimi tre anni una esperienza sperimentale con la cooperativa La Esse, attraverso il progetto Mediazione. Un’esperienza positiva per i ragazzi, tuttavia sottofinanziata in termini di ore e risorse a disposizione degli operatori per poi sviluppare delle progettualità che andassero oltre il semplice aggancio. Nostro obiettivo è ampliare questa esperienza e darle tutti gli strumenti per essere davvero trasformativa nei confronti delle vite dei ragazzi.

4. TAVOLO DI COORDINAMENTO
Promuovere una Comunità educante, creando un tavolo di coordinamento fra le varie realtà che operano con e verso i ragazzi: sarà indispensabile la collaborazione tra scuole, università, associazioni del volontariato, società sportive, centri per l’impiego, associazioni datoriali, servizi socioassistenziali. Questo al fine di tracciare un progetto sociale ed educativo comune in cui tutti siano coinvolti per la loro parte di competenza. Una rete che deve essere collegata anche ad esperienze e percorsi che aumentino il protagonismo e le iniziative dei giovani con strutture e spazi idonei.

5. SERD
È nostra ferma intenzione riportare una parte del Servizio Dipendenze della nostra azienda sociosanitaria a Mogliano, terra di confine con l’ecosistema metropolitano mestrino dove negli ultimi anni è riesploso, oltre ad atri tipi di sostanze, l’uso dell’eroina tra giovani e giovanissimi. Avere un servizio di prossimità significa poter garantire un’accessibilità maggiore e una miglior presenza nel territorio, sia per quanto riguarda il tema della prevenzione che per quello della presa in carico e della riduzione del danno. Una scelta che riteniamo strategica e prioritaria per non lasciare da soli i ragazzi che vivono questa fragilità e le loro famiglie che cercano di aiutarli ad uscirne.

6. INCENTIVI PER GIOVANI
Vogliamo garantire ai under 36 che stipulano un contratto in affitto in regime di libero mercato, di avere un contributo per abbattere il canone mensile e renderlo più sostenibile in rapporto al proprio reddito.

7. DOPOSCUOLA E CENTRI EDUCATIVI
I doposcuola sono servizi pomeridiani finalizzati a fornire un aiuto a bambini e ragazzi nello svolgimento dei compiti, nostro obiettivo è quello di attivarne uno comunale gestito in prevalenza da insegnanti volontari. I centri educativi, invece, sono servizi con finalità più ampie: oltre ad offrire un sostegno nello svolgimento dei compiti, infatti, propongono attività educative di sostegno alla crescita quali gioco, animazione, laboratori, uscite e attività sportive con personale educativo qualificato.

8. IMPLEMENTAZIONE SERVIZIO CIVILE
Vogliamo estendere la possibilità per più realtà del territorio possibili, di diventare sedi per il servizio civile dei nostri ragazzi. Vogliamo così permettere da un lato ai nostri ragazzi di avere un ventaglio di esperienze di volontariato importante, senza doversi per forza spostare e sostenere i relativi costi; dall’altro lato vogliamo dare al terzo settore la possibilità di avere nuove forze per portare avanti le loro progettualità.

9. BONUS SPORT
Vogliamo proseguire e migliorare il bonus sport, introdotto dall’amministrazione Arena e proseguito da quella Bortolato. Il progetto ha l’obiettivo di sostenere e valorizzare la pratica sportiva giovanile e la propedeutica sportiva dei bambini, mediante contributi a sostegno delle spese sostenute dalle famiglie residenti sul territorio comunale per la pratica delle discipline sportive da parte dei propri figli.

10. FAVORIRE L’ALLARGAMENTO DEL TEMPO PIENO.
Come amministrazione supportiamo l’allargamento delle classi a tempo pieno e faremo tutto il possibile per fornire gli strumenti e le risorse logisticamente utili a questo scopo, come i trasporti e le mense scolastiche.

Diritto all’abitare. per una città di tutti e non solo di chi se la può permettere.

1. APPARTAMENTI IN DIRITTO DI SUPERFICIE
Per far sì che all’interno del mercato immobiliare vi possano essere più appartamenti con costi accessibili per chi ha un reddito medio basso, sia in termini di acquisto che di affitto, si può utilizzare lo strumento delle aree in diritto di superficie. Il meccanismo è molto semplice: il comune mette a disposizione del costruttore un’area di sua proprietà per costruirci sopra un nuovo immobile. Questo farà sì che il costruttore sia sgravato dal costo del terreno e possa a sua volta scaricarlo sul prezzo finale; di volta in volta il costruttore e il comune concordano la quota di alloggi da riservare alla vendita e quella da riservare agli affitti a canone calmierato.

2. AFFITTI A CANONE CONCORDATO
Vogliamo incentivare sempre di più questa forma contrattuale per i contratti di affitto, che prevede un costo calmierato del canone dell’inquilino, a fronte di una serie di vantaggi fiscali importanti per il proprietario che opta per questa soluzione: cedolare secca al 10% o una riduzione importante della base imponibile IRPEF, oltre a una scontistica importante sull’IMU che può essere estesa da comune a comune.

3. FONDO GARANZIA AFFITTI
Per incentivare l’utilizzo del contratto di affitto a canone concordato, vogliamo mettere a disposizione dei proprietari anche un fondo comunale di garanzia per la morosità incolpevole, da integrare a quello di stato e regione. Così facendo tuteliamo sia il proprietario che l’inquilino dalla possibilità che quest’ultimo per colpe a lui non imputabili, si ritrovi a non poter più pagare l’affitto: licenziamento, mancato rinnovo del contratto, infortunio o malattia grave ecc…

4. INCENTIVI PER GIOVANI
Qualora non si riuscisse ad utilizzare questa tipologia contrattuale e si dovesse invece optare per altre forme in regime di libero mercato, la nostra intenzione è quella di garantire comunque un contributo comunale a under 36 che decidono di andare a vivere in affitto nella nostra città.

5. ACQUISIRE PATRIMONIO RESIDENZIALE PUBBLICO
Al netto del mercato privato, il patrimonio residenziale pubblico è in stato di progressivo depauperamento, con degli alti costi di manutenzione ed immobili per la maggior parte vetusti. La nostra intenzione è trovare tutte le forme di collaborazione possibili con ATER affinché possa portare più investimenti possibili nel nostro territorio. Vogliamo anche puntare ad acquisire noi stessi come comune, nuovi alloggi di anno in anno, utilizzando occasioni di mercato favorevoli o stipulando accordi con i privati scomputando gli oneri dovuti.

6. ALBERGO SOCIALE
Il nostro è un comune in alta emergenza abitativa, dove nel tempo, non avendo a disposizione alloggi popolari, quelli utilizzati per tamponare le emergenze sono diventati di fatto delle residenze stabili. Il risultato è che ad oggi, in caso di urgenza, il nostro comune non ha più alloggi disponibili. Parallelamente negli ultimi anni sono aumentate le forme di fragilità, comprendendo anche persone che pur avendo un salario non riescono a far fronte a tutte le spese. È il caso, per esempio, dei genitori single o separati. Per queste fattispecie puntiamo alla realizzazione di un albergo sociale con costi calmierati in base alla propria situazione reddituale, dove si possa avere una camera con bagno proprio e spazi condivisi per la cucina o la zona giorno. Una soluzione temporanea, che dia la possibilità ai servizi sociali di studiare nel mentre un percorso di lungo respiro per l’utente o per il nucleo.

Servizi per gli anziani. Per non lasciare più soli loro e le loro famiglie nel compito di cura.

Le società occidentali moderne devono fare i conti sempre di più con l’allungamento dell’aspettativa di vita media delle persone e la necessità di avere nuovi servizi che la possano sostenere. Anche il nostro sistema sta tentando di adeguarsi, prevedendo diversi tipi di assistenza a seconda del grado di autonomia delle persone interessate. Lo si sta facendo però con colpevole ritardo a tutti i livelli istituzionali e al momento la proposta pubblica è in larga misura insufficiente a dare risposte alle famiglie, che vengono in molti casi lasciate sole nel compito di cura delle persone anziane. Chi se lo può permettere si rivolge ai servizi privati, il resto delle persone si trova in seria difficoltà. Le case di riposo hanno lunghe liste d’attesa e dal prossimo anno costeranno anche di più a partire dal 2024. Gli aumenti delle rette vengono annunciati come inevitabili e ricadranno sulle spalle delle famiglie. Attualmente, una persona che necessita di assistenza in una struttura per anziani si trova ad affrontare tariffe che superano i 3.000 euro al mese senza impegnativa regionale e oltre 2.000 euro con tale impegnativa. Queste ultime sono assolutamente insufficienti per far fronte ad una richiesta di assistenza sempre più grande e che è destinata a crescere nei prossimi anni vista la dinamica demografica. Le impegnative di residenzialità sono fondamentali, oltre all’indennità di accompagnamento, per affrontare i costi a dir poco impegnativi per le famiglie che in molti casi devono vendere i propri beni per garantire assistenza ai propri cari.

In questo campo la Regione e le aziende sociosanitarie del territorio hanno un ruolo primario e fondamentale, rispetto invece alle competenze e alle risorse dei comuni.

Tuttavia, anche gli enti locali con competenza e volontà politica possono dare il loro contributo, ed è quello che noi intendiamo fare, compatibilmente con le risorse che avremo a disposizione.

1. COHOUSING INTRA E INTER GENERAZIONALE
Attraverso lo strumento del terreno in diritto di superficie vogliamo stimolare investimenti privati per la creazione di un progetto di Cohousing dedicato agli anziani autosufficienti. Nel pratico si tratta di una serie di abitazioni private collegate tra loro che condividono spazi e servizi che servono per lo svolgimento della vita quotidiana, la cura e l’assistenza delle persone che ci vivono. Questa soluzione alternativa alle classiche case di riposo nasce dall’ esigenza di evitare i casi di isolamento dell’anziano, offrirgli la compagnia di suoi pari e affidarsi a questa per l’assistenza di prima necessità. Inoltre, vogliamo promuovere un progetto di cohousing anche intergenerazionale tra anziani e giovani: da un lato ci sono sempre più anziani che rimangono soli in case con ampi spazi e pensioni con importi medio bassi; dall’altro lato invece ci sono molti ragazzi che non riescono ad andare via di casa perché il costo degli affitti è troppo alto rispetto ai loro primi stipendi, oppure studenti universitari fuori sede con problematiche simili. L’idea è quella di unire i diversi bisogni e le diverse risorse per garantire all’anziano di avere un aiuto e un po’ di compagnia in casa, mentre ai ragazzi viene data la possibilità di avere un alloggio a prezzi calmierati vivendo un’esperienza di cura e di relazione diversa.

2. S.A.D. SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE
Il servizio di assistenza domiciliare (S.A.D.), ha l’obiettivo di aiutare la persona nel disbrigo delle attività quotidiane sollevando in parte la famiglia dal carico assistenziale (es. igiene degli ambienti, servizio di lavanderia, preparazione dei pasti, igiene della persona, disbrigo di commissioni, trasporto, ecc.). L’assistenza domiciliare permette al cittadino di rimanere nel proprio domicilio e nel proprio contesto familiare per ricevere le cure e l’assistenza necessarie, senza dover essere ricoverato in strutture ospedaliere o residenziali.
La nostra intenzione è di potenziare questo servizio negli orari serali e nei fine settimana per non lasciare sole le famiglie nei compiti di cura.

3. REGISTRO DEGLI ASSISTENTI FAMILIARI
La legge regionale n. 38 del 17/10/17 prevede l’istituzione di un Registro regionale degli assistenti familiari ( badanti), ovvero un elenco contenente i nominativi degli assistenti familiari che risultino in possesso di requisiti che garantiscano competenza e professionalità.
Intendiamo utilizzare la possibilità che la Regione dà ai Comuni, in forma singola o associata, di istituire Sportelli per l’assistenza familiare al fine di permettere la consultazione del registro regionale e di offrire un supporto nella ricerca e nella scelta di un assistente familiare che abbia o competenze ed esperienze adeguate alle esigenze dell’anziano e ai bisogni della famiglia. Questa figura professionale è diventata fondamentale per le famiglie con anziani in casa, per questo vorremmo valorizzarla anche dando loro la possibilità di avere un luogo di ritrovo dove poter trovarsi e fare attività nelle ore libere.

4. TRASPORTO SOCIALE
Il servizio di “trasporto sociale” consiste nel sostenere la mobilità soprattutto da e per ospedali, distretti sociosanitari, istituti di cura, centri di riabilitazione o terapeutici. Gli utenti del servizio di “trasporto sociale” sono anziani, disabili (anche in carrozzina), minori accompagnati o persone in situazioni di disagio sociale. Attualmente il servizio viene svolto da volontari e la nostra intenzione è quella investire risorse importanti per svilupparlo ulteriormente nei mezzi e nel personale a disposizione, garantendo così la possibilità di effettuare sempre più interventi possibili.

5. FONDO RETTE DI RICOVERO
Per quanto riguarda invece gli anziani non più autosufficienti, che hanno bisogno del ricovero in casa di riposo, è nostra intenzione aumentare il fondo comunale dedicato alle rette di ricovero per integrare il costo del canone in modo progressivo.

6. VALORIZZAZIONE PATRIMONIO MATERIALE E IMMATERIALE DELL’ISTITUTO GRIS
È nostra intenzione esercitare tutto il peso politico e istituzionale del Comune per proseguire il percorso di valorizzazione dei beni materiali e immateriali dell’Istituto Costante Gris, compatibilmente con gli sviluppi legati al piano di esdebitazione e alle competenze del comune in materia.

 

Lotta alla povertà. Dalla prima assistenza alla costruzione di percorsi che portino all’autonomia e al riscatto sociale.

Come abbiamo potuto constatare nei dati citati in premessa nell’analisi del territorio, la forbice della disuguaglianza si è allargata in maniera significativa nel nostro territorio, così come sono aumentate la quantità e la tipologia di fragilità a cui il nostro Comune deve far fronte. Negli ultimi cinque anni, tuttavia, si sono mantenuti i servizi esistenti, preferendo investire risorse in altri comparti. Il mondo del volontariato e del terzo settore realizza un lavoro straordinario ma non può sostituirsi alla pubblica amministrazione. Il risultato è che attualmente non si riesce a dare risposta a molti bisogni e difficoltà dei nostri concittadini più deboli, che vengono lasciati soli ed espulsi sistematicamente dal tessuto sociale perché non più utili al sistema. Non è questo il modello di società e di comunità che vogliamo costruire, perché crediamo che non esistano cause perse e che ciascuno debba avere la libertà e il diritto di cadere o di fallire, sapendo che lo stato e la comunità gli potrà dare gli strumenti e le possibilità per rialzarsi e non essere lasciato solo.
Non parliamo di assistenzialismo fine a sé stesso, ma di dare le risorse e le strutture alla pubblica amministrazione per avviare dei percorsi di autonomia e reinserimento sociale, cosa che al momento non può fare ed è proprio questo il motivo per cui non si riesce ad andare oltre al mero assistenzialismo. Gli investimenti di oggi nel sociale costruiscono il livello di autonomia e di benessere della comunità e dei cittadini di domani.

1. ALBERGO SOCIALE
Il nostro è un comune in alta emergenza abitativa, dove nel tempo, non avendo a disposizione alloggi popolari, quelli utilizzati per tamponare le emergenze sono diventati di fatto delle residenze stabili. Il risultato è che ad oggi, in caso di urgenza, il nostro comune non ha più alloggi disponibili. Parallelamente negli ultimi anni sono aumentate le forme di fragilità, comprendendo anche persone che pur avendo un salario non riescono a far fronte a tutte le spese. È il caso, per esempio, dei genitori single o separati. Per queste fattispecie puntiamo alla creazione di un albergo sociale con costi calmierati in base alla propria situazione reddituale, dove si possa avere una camera con bagno proprio e spazi condivisi per la cucina o la zona giorno. Una soluzione temporanea, che dia la possibilità ai servizi sociali di studiare nel mentre un percorso di lungo respiro per l’utente o per il nucleo.

2. CITTADELLA DEL VOLONTARIATO
Mogliano è da sempre ricca di associazioni di volontariato, soprattutto nel settore sociale. Questa ricchezza in termini di partecipazione non ha mai trovato corrispondenza una altrettanto generosa disponibilità in termini di spazi da parte del comune, con il risultato che la loro attività in molti casi é depotenziata. Proprio per questo vogliamo acquisire patrimonio immobiliare in locazione o tramite acquisto diretto nel mercato, compatibilmente con le disponibilità di bilancio e attraverso un piano pluriennale. L’area che abbiamo individuato è quella del Comprensorio Ronzinella, percepita come una delle aree più insicure della città, a causa del progressivo abbandono delle attività commerciali e della mancanza di presidio sociale negli orari serali. Vogliamo restituire quello spazio urbano alla comunità proprio dando la possibilità alle associazioni di volontariato di insediarsi e di poter svolgere le loro attività per chi ne ha bisogno, garantendo al contempo un aumento della percezione della sicurezza al vicinato.

3. EMPORIO SOLIDALE (Leva civile)
All’interno della cittadella del volontariato troverà posto un emporio solidale, per la consegna di generi alimentari e di vestiti alle persone che ne hanno bisogno. Già oggi Leva Civile, Caritas e Soms svolgono un ruolo importantissimo in questo senso. Il nostro obiettivo è di garantire loro spazi dignitosi e risorse idonee per ampliare il loro servizio nei confronti della comunità e raggiungere così più persone possibili.

4. RISTORANTE POPOLARE CON SERVIZIO A DOMICILIO
Si tratta di un servizio che offre la possibilità di consumare un pasto caldo sia a pranzo che a cena in un ambiente pulito, riservato e accogliente. Sarà rivolto a tutti: dalle persone in condizioni di difficoltà e vulnerabilità a quelle che vivono condizioni sociali ed economiche diverse. A variare in modo progressivo sarà il costo del pasto, che cambierà in base allo stato patrimoniale e reddituale degli utenti. Lo sviluppo finale dovrebbe poi essere quello di riuscire a consegnare i pasti a domicilio alle persone che non sono in grado di muoversi autonomamente.

5. EQUIPE ESTERNA DI PROFESSIONISTI A SUPPORTO DEGLI ASSISTENTI SOCIALI
Molto spesso i nuclei familiari in difficoltà vivono più condizioni di fragilità contemporaneamente, servirebbe quindi un approccio sistemico con equipe di professionisti preparati e specializzati sui vari aspetti della presa in carico. Purtroppo, nella maggior parte dei casi non è mai così, perché ci si ritrova con poche unità in termini di personale e dislocate in servizi diversi, il più delle volte oberate di casi e di lavoro da seguire. Proprio per questo vogliamo mettere a disposizione dei nostri assistenti sociali una equipe di professionisti esterna che possa supportarli nella gestione dei nuclei, potendo così prendere in carico contemporaneamente tutte le fragilità che li caratterizzano e garantire soluzioni non più singole ma di sistema. Parliamo di educatori, psicologi, pedagogisti e altre figure analoghe, per le quali attualmente viene richiesto un intervento al bisogno a seconda dei casi e delle risorse a disposizione. Noi vogliamo invece garantire queste figure in modo permanente.

La città delle differenze, del rispetto e dell’accoglienza, dove ciascuno possa trovare il proprio posto.

POLITICHE DI GENERE
Nel Global Gender Gap del World Economic Forum, sui Paesi con comportamenti virtuosi nei confronti delle donne, l’Italia è precipitata al settantanovesimo posto. Al ritmo attuale ci vorranno 132 anni per raggiungere la parità totale. Dopo decenni di battaglie femministe, siamo ancora costretti a constatare la visione del corpo della donna come oggetto da possedere, da sottomettere, da usare, figlia della peggiore cultura arcaica e patriarcale.

Guardare indietro aiuta a capire da dove veniamo, per comprendere quanto c’è ancora da fare. In Italia il delitto d’onore è stato abolito nel 1981, insieme al matrimonio riparatore. La violenza sessuale è divenuta reato contro la persona solo da 27 anni, nel 1996. Prima, con il Codice Rocco di epoca fascista, lo stupro era un reato contro la morale. Siamo un Paese immaturo? Senz’altro siamo un Paese che ancora non accetta la cultura del rispetto, della parità, dei diritti delle donne.

La violenza di genere ha una matrice culturale, anche perché si fonda sulla disparità. La cultura patriarcale, dalla notte dei tempi, attribuisce un ruolo minoritario alla donna che a sua volta introietta, anche inconsapevolmente, una serie di comportamenti per aderire o avvicinarsi a quel modello.

Pensiamo che, nonostante una legislazione che dalla Costituzione in poi ha affermato i diritti delle donne, questi nella pratica non siano mai stati applicati. Le pari opportunità di accesso al lavoro, di riconoscimento economico, di carriera, di ruoli familiari, sociali e politici non sono ancora una realtà e noi vogliamo che lo diventino. Si deve sviluppare un’attenzione costante, una sensibilizzazione consapevole trasversale ad ogni intervento e programma della futura amministrazione. Proporre modelli nuovi di welfare, rafforzare i servizi, gli asili, rendere le scuole più inclusive nel rispetto dei diritti allo studio di ogni persona, garantire il rispetto delle differenze, potenziare i Consultori, il Centro donna e ampliare l’area di intervento della Consulta sono obiettivi necessari e realizzabili che fanno crescere tutta la comunità. Bisogna favorire la progettualità femminile anche con una voce del bilancio, prendendo in considerazione le differenze tra uomini e donne per quanto riguarda le loro esigenze, i percorsi e le opportunità di vita e di partecipazione ai processi decisionali. Le politiche non sono neutre rispetto al genere ma generano un impatto differenziato su uomini e donne. Pensare la città con uno sguardo di donna vuol dire uscire da uno spazio ristretto e dalle buone intenzioni per entrare nella norma della politica.

1. PROGETTO ANTITRATTA
Vogliamo che anche il nostro comune sia inserito all’interno del progetto N.A.Ve. N.A.Ve. è l’acronimo di Network Antitratta per il Veneto, un sistema unico ed integrato di emersione e assistenza per le vittime di tratta e grave sfruttamento indipendentemente dallo status giuridico, dall’età, dalla nazionalità, dal genere e dal tipo di sfruttamento. Oltre allo sfruttamento sessuale le vittime sono schiave del lavoro, delle economie illegali forzate, dell’accattonaggio e coinvolte in matrimoni forzati.
Il progetto prevede per tutte le province del Veneto la presenza di un operatore territoriale dedicato alla tratta che si coordina e collabora con altri enti per azioni di contatto, emersione e identificazione delle vittime e la realizzazione di programmi di assistenza e inclusione sociale. Il metodo impiegato è quello del lavoro multi-agenzia e multidisciplinare volto alla tutela dei diritti umani.

2. BILANCIO DI GENERE
Il bilancio di genere (Bdg) è uno strumento di analisi e di programmazione che adotta un’ottica di genere per valutare le scelte politiche e gli impegni economico-finanziari delle pubbliche amministrazioni. Si tratta di una prospettiva di osservazione da integrare ai bilanci, a cui le PA sono obbligate ad ottemperare con modalità iterative e continuative nel tempo.
Il bilancio di genere è un valido mezzo per riconoscere e valutare gli effetti potenzialmente o effettivamente discriminatori delle politiche pubbliche nei confronti delle donne e persone non binarie, che contribuiscono ad aggravare le situazioni di disuguaglianze e divario economico, politico, sociale e culturale, ed eventualmente ad apportare correttivi.

3. REGISTRO PER IL RICONOSCIMENTO DELL’IDENTITÀ ALIAS E IL GENERE DI ELEZIONE
Lo strumento è indirizzato alle persone transgender che si trovano costrette a vivere nel limbo giuridico per cui devono mantenere il proprio nome anagrafico e il sesso di origine fino alla conclusione della procedura giudiziale di rettifica anagrafica. Per la quale possono passare diversi anni. Sono soprattutto i giovani a trovarsi in questa situazione e a soffrire di più per tutte le criticità e gli imbarazzi che la discrepanza con il nome anagrafico comporta. Per i documenti comunali, gli iscritti al registro potranno avvalersi della nuova identità di genere.

4. POTENZIAMENTO CENTRO DONNA
Il Centro Donna – aperto presso la sede dei Servizi Sociali del Comune – è un servizio rivolto alle donne di tutte le età che si trovano a vivere situazioni di difficoltà o che subiscono maltrattamenti fisici o psicologici. Opera in rete con i servizi specialistici e le diverse realtà territoriali.
Si tratta di uno spazio di incontro per le donne che vogliono condividere esperienze allo scopo di superare difficoltà che riguardano la singola persona o la coppia, uno spazio di ascolto in cui poter esprimere i propri bisogni e cercare insieme possibili soluzioni, attraverso un supporto individuale o di gruppo, uno spazio in cui poter trovare informazioni, orientamento e sostegno rispetto a:
– relazioni familiari e sociali, per chi ha bisogno di orientamento e sostegno in fasi particolari della propria vita familiare e sociale
– ambito legale, per chi necessita di informazioni e orientamento legale in ambito familiare, sociale, lavorativo
– salute psicologica e fisica delle donne, per chi cerca informazioni sui servizi esistenti e sulle modalità di accesso. È nostra ferma intenzione aumentarne orari di apertura e professionalità a disposizione, in stretta relazione con il consultorio, gli sportelli antiviolenza del territorio, con il pronto soccorso del presidio ospedaliero e con le forze dell’ordine locali che vanno formate a questo tipo di problematiche. Vogliamo anche offrire spazi per interventi formativi anche per gli uomini che agiscono la violenza.

5. SOSTEGNO ATTIVITA’ CONSULTA PARI OPPORTUNITÀ
La Consulta comunale per le pari opportunità è un organismo permanente che si propone di contribuire all’effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità fra tutte le persone, così come sancito dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dalla Costituzione, dalle leggi nazionali, regionali e dallo Statuto comunale e nello specifico dal comma 5 dall’articolo 4 dello stesso. Individuata quale strumento operativo e progettuale del Comune, ha il compito di promuovere politiche e azioni specifiche dirette a realizzare pari opportunità tra persone diverse, alle quali devono essere garantiti pari diritti e pari rispetto; adottare azioni positive per valorizzare la presenza femminile nella gestione della vita della comunità. Bisogna promuovere una cultura di genere sostenendo nella scuola percorsi formativi per una educazione alla affettività e a una sessualità consapevoli. È nostra intenzione proseguire il percorso iniziato nel 2020 e aumentare il budget a disposizione della commissione per la realizzazione delle iniziative di sensibilizzazione e dei progetti che intenderà mettere in atto.

 

DISABILITÀ

1. PEBA – PIANO DI ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
Il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche è uno strumento di pianificazione e programmazione che vuole garantire: l’accessibilità e la visitabilità degli edifici pubblici; l’accessibilità degli spazi urbani pubblici costruiti o naturali; la fruizione dei trasporti da parte di tutti. L’obiettivo è, quindi, quello di garantire il raggiungimento del massimo grado di mobilità nell’ambiente abitato per le persone con disabilità, secondo criteri di pianificazione, di prevenzione e di buona progettazione. Vogliamo adottarlo entro il primo anno di amministrazione per poi poter programmare i vari interventi negli anni successivi.

2. PARCHI INCLUSIVI
L’Agenda 2030 delle Nazioni Unite afferma che lo sviluppo di una città sostenibile passa necessariamente attraverso una maggiore partecipazione alla vita di comunità di tutte le categorie di persone che la abitano. In questo senso, la corretta valorizzazione delle aree verdi pubbliche è un tassello fondamentale per assicurare l’inclusione sociale e la conseguente crescita del benessere della società tutta. Nello specifico, se si pone il bambino al centro di questa riflessione, diventa evidente che la partecipazione all’esperienza sociale si realizza attraverso il gioco. L’atto di giocare, in questo contesto, è associato allo sviluppo della capacità di confrontarsi con gli altri, di esplorare nuove competenze individuali, nonché di imparare piano piano a gestirsi autonomamente. Il diritto al gioco diventa dunque un veicolo per crescere e compiere un piccolo passo in direzione della vita adulta. Per questo motivo è da garantire a tutti, nessuno escluso. La presenza nelle aree verdi di giostrine descritte da etichette “Per disabili” non risponde al bisogno di integrazione e interazione del bambino diversamente abile, in quanto lo si costringe in una zona esclusivamente dedicata a lui. In questo senso, l’identificazione del bambino tramite la disabilità a cui si accompagna gli nega la dignità e il diritto all’autodeterminazione come persona completa e a sé stante. Al fine di concretizzare il concetto di inclusività, dunque, è necessario che l’area ludica crei uno spazio in grado di enfatizzare e stimolare le abilità di ognuno. Ciò non significa che ogni gioco debba essere usufruibile da tutti gli utenti: significa garantire la presenza di un ambiente accessibile a tutti, in cui tutti hanno la possibilità di svagarsi e crescere.

 

INTEGRAZIONE

1. SPORTELLO ARCOBALENO
Vogliamo mettere a disposizione dei cittadini stranieri un servizio consulenziale e orientativo per informarli e guidarli rispetto ai servizi, alle opportunità e alle procedure che il nostro territorio può mettergli a disposizione per migliorare le loro condizioni di vita e supportarli nel percorso di integrazione con la nostra comunità.

2. CONSULTA DEGLI STRANIERI
La “Consulta degli stranieri” è un organismo di partecipazione che permette alle comunità migranti di cittadini extracomunitari di eleggere al proprio interno un consigliere aggiunto che partecipa ai consigli comunali. Il Consigliere aggiunto diventa il trait d’union tra il gruppo della consulta, composto dalle comunità migranti, e il consiglio comunale. La funzione è consultiva ma i membri hanno la possibilità di proporre progetti legati ai temi dell’interculturalità e delle migrazioni.

3. CITTADINANZA ONORARIA BAMBINI ITALIANI DI SECONDA GENERAZIONE
Da vent’anni a questa parte sono sempre di più i bambini nati da genitori stranieri che sono italiani in tutto ma non sulla carta, questo genera profonde discriminazioni e disuguaglianze che si amplificano man mano che si passa alla vita adulta. Paradossalmente invece godono dei pieni diritti di cittadinanza i nipoti di nonni italiani emigrati all’estero che però non hanno vissuto un giorno nel nostro paese. Per questo vogliamo fare un gesto dall’alto valore simbolico, che è quello di conferire ogni anno la cittadinanza onoraria ai figli dei cittadini stranieri nati nel nostro paese che abbiano completato un primo ciclo di studi. Sarà poi il Parlamento a dover legiferare in materia, ma intanto vogliamo far capire a questi bambini che fanno parte a pieno titolo della nostra comunità.

4. SPRAR
Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico. Il nostro Comune grazie ad una nostra mozione ha già aderito alla rete, ma non ha reperito alcun alloggio sul territorio, finendo per far parte di una rete di cui però la comunità non potrà godere dei benefici legati all’integrazione virtuosa di queste persone. Per questo vogliamo portare il progetto qui da noi a Mogliano, per puntare su percorsi di integrazione sartoriali e abbandonare i centri di accoglienza straordinaria che non riescono a garantire gli stessi obiettivi.

5. CORSI DI LINGUA, REGOLE, USI E COSTUMI ITALIANI
L’accoglienza e l’integrazione non sono più soltanto un dato umanitario emergenziale, ma un fenomeno ormai strutturale e come tale va governato per riuscire a far si che diventi una risorsa per il territorio. Per questo come comune vogliamo fare la nostra parte, coordinandoci con il Centro Provinciale per la Formazione degli Adulti, per fornire corsi di lingua e cultura italiana alle persone che arrivano nel nostro territorio e che decidono di costruire qui le loro vite. Un servizio che può diventare anche un’importante leva di emancipazione per le donne straniere, che nel momento in cui non lavorano hanno meno occasioni degli uomini di entrare in contatto con la nostra comunità e con le opportunità che essa può offrire loro.

6. FESTA DELLE CULTURE
Vogliamo infine ripristinare la festa delle culture, un momento comunitario lanciato da Don Giorgio, storico parroco di Mazzocco due decenni fa, dove si incontravano tutte le culture e le etnie presenti nella nostra comunità locale e i cittadini potevano conoscerle.

Pubblica, universale e gratuita, è la sanità per cui ci batteremo in tutte le sedi.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è ormai in “codice rosso” per la coesistenza di varie “patologie”: imponente sottofinanziamento, drammatica carenza di personale sanitario, crescenti diseguaglianze, modelli organizzativi obsoleti e inesorabile avanzata del privato. Una crisi di sostenibilità senza precedenti di un SSN vicino al punto di non ritorno: tanto che il diritto costituzionale alla tutela della salute nell’indifferenza di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi 15 anni si sta trasformando in un privilegio per pochi, lasciando indietro le persone più fragili e svantaggiate. È cruciale e inderogabile un rilancio progressivo e consistente del finanziamento pubblico per la sanità. Al momento, la Nota di Aggiornamento del DEF nel triennio 2023-2025 prevede una riduzione della spesa sanitaria media dell’1,13%per anno e un rapporto spesa sanitaria/PIL che nel 2025 precipita al 6%, ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Per noi la sanità deve essere pubblica, universale e gratuita. La competenza specifica sul tema è in capo alla Regione e al Ministero; tuttavia, i Comuni attraverso la conferenza dei Sindaci hanno un compito di indirizzo rispetto ai piani di zona delle aziende sociosanitarie territoriali. Potere che intendiamo usare fino in fondo, in coordinamento con le amministrazioni dei comuni limitrofi, per perseguire questi obiettivi:
1. Ridurre le liste di attesa e il ricorso conseguente alla sanità privata
2. Recuperare e potenziare i Servizi che erano presenti nel poliambulatorio distrettuale di Via Tommasini.
3. Ci batteremo per una corretta programmazione del numero di Medici di Medicina Generale sul territorio, garantendo in particolare una presenza congrua nelle frazioni. A questo scopo siamo disposti a utilizzare tutte le risorse necessarie per facilitare l’insediamento degli ambulatori.
4. Verificheremo attentamente l’andamento dei lavori e quali servizi sanitari saranno attivati nella nuova Casa della Salute in Piazza Donatori di Sangue con particolare riferimento al Piano di Salute Mentale e al piano contro le Dipendenze. (fumo, alcol, droghe).

L’ultima fase della vita deve avere la stessa dignità per tutti i cittadini.

1. SALA DEL COMMIATO
Al momento nella nostra città non vi è la possibilità di avere una struttura dove celebrare funerali non cattolici, siano questi di carattere laico o di altre religioni. Questo non è degno di un paese civile al giorno d’oggi. Per questo vogliamo individuare una sala del commiato pubblica dove poter dare un saluto ai propri cari anche per i cittadini che non sono di fede cattolica.

2. PIANO CIMITERIALE
Durante l’ultima consiliatura abbiamo finalmente approvato il nuovo piano cimiteriale, che in base alle tendenze demografiche ha definito gli investimenti da fare nei prossimi anni per poter garantire a tutti una degna sepoltura nei nostri cimiteri. Da quando è stato varato è rimasto però solo sulla carta, perché come tutti i piani è inutile fino a che non viene finanziato. Nostro obiettivo è stanziare ogni anno delle risorse dedicate, programmando gli interventi per poter far si che si rispettino i tempi e che non si arrivi mai a situazioni di emergenza come quelle già vissute da alcune famiglie per la mancanza di loculi dove poter seppellire i propri cari.

Gli animali sono parte importante delle nostre famiglie, una città moderna e inclusiva deve garantire spazi e servizi anche per loro.

1. SGAMBATOIO GESTITO E CURATO
Nelle case degli italiani ci sono nove milioni di cani, uno ogni sei persone in media. Sarebbe controproducente immaginare una città senza che anche loro non ne facciano parte, proprio per questo dobbiamo garantire a loro e alle loro famiglie servizi adeguati. Per questo vogliamo proseguire la costruzione di sgambatoi di quartiere, ampi e attrezzati con opportune divisioni a seconda della taglia del cane. In particolare, intendiamo costruirne uno di grandi dimensioni all’entrata del parco primavera dal lato di via Barbiero, accogliendo le rimostranze di chi abitualmente usufruisce di quello attuale e che da sempre ne lamenta l’effettiva inadeguatezza.

2. SACCHETTI E CESTINI PER DEIEZIONI
Parallelamente vogliamo installare più cestini espressamente dedicati e forniti di sacchetti per raccogliere le deiezioni, sostenendo in parte questo intervento con più controlli e un inasprimento delle sanzioni per chi sporca il suolo pubblico. Un fatto di decoro ma anche di educazione.